È naturale avere domande. Qui trovi alcune risposte per avvicinarti a un percorso psicologico con più tranquillità, un dubbio alla volta.
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Il primo passo
Per quando stai pensando di chiedere un aiuto, ma non sai bene da dove cominciare.
Non serve aspettare che una difficoltà diventi insostenibile. Puoi cercare uno spazio di ascolto quando pensieri, emozioni, relazioni o cambiamenti iniziano a pesare nella tua quotidianità, oppure quando desideri comprenderti meglio.
Un primo colloquio può aiutarti a mettere a fuoco ciò che stai vivendo e a valutare quale tipo di sostegno sia adatto a te.
È un incontro per conoscerci. Parliamo di ciò che ti porta qui, di come stai e di quello che vorresti comprendere o cambiare. C’è spazio anche per le tue domande e per capire come ti senti nella relazione.
Condividiamo le possibili modalità di lavoro e le informazioni pratiche. Il primo incontro non ti obbliga a proseguire: la scelta di iniziare un percorso si costruisce insieme.
Non occorre preparare un discorso né avere già tutto chiaro. Puoi partire da un episodio, da una sensazione o anche dal fatto che fai fatica a trovare le parole.
Se ti aiuta, puoi annotare qualche pensiero o domanda. Troveremo insieme un punto da cui iniziare, rispettando i tuoi tempi e ciò che ti senti di condividere.
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Durante il percorso
Tempi, ritmo e scelte: ogni percorso si costruisce insieme alla persona.
La durata dell’incontro viene chiarita prima dell’appuntamento e può variare in base al tipo di consulenza. Al primo contatto ti comunicherò il tempo previsto, così potrai organizzarti con tranquillità.
La frequenza si concorda sulla base dei tuoi bisogni, degli obiettivi e del tipo di lavoro proposto. Definiamo insieme un ritmo sostenibile e lo rivediamo quando necessario, tenendo conto dell’andamento del percorso.
Non c’è una durata uguale per tutti. Dipende dalla situazione, dagli obiettivi condivisi e da come evolve il lavoro. Quando possibile, concordiamo un primo orizzonte e ci prendiamo momenti per fare il punto.
Puoi chiedere in qualsiasi momento un confronto su ciò che sta cambiando e sui passi successivi, senza aspettative di risultati garantiti o tempi prestabiliti.
Sì. Dubbi, disagio e aspettative possono essere portati nello spazio del colloquio: sono informazioni importanti per capire come stiamo lavorando insieme.
Puoi scegliere di interrompere il percorso. Se possibile, parlarne permette di fare il punto sul lavoro svolto e valutare una conclusione o un sostegno diverso, nel rispetto della tua libertà di scelta.
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Approcci e orientamento
Le parole che descrivono una prospettiva di lavoro, spiegate con semplicità.
CBT è l’acronimo inglese di Cognitive Behavioural Therapy, in italiano terapia cognitivo-comportamentale. Questa prospettiva osserva come pensieri, emozioni e comportamenti si influenzano nelle situazioni della vita quotidiana e quali meccanismi possono mantenere una difficoltà.
Il lavoro prevede una partecipazione attiva: comprendere ciò che accade, mettere a fuoco gli obiettivi ed esplorare modi diversi di affrontare le situazioni. La descrizione riguarda l’approccio in generale; obiettivi e strumenti del singolo percorso vengono concordati con la persona.
ACT significa Acceptance and Commitment Therapy. È un approccio che combina accettazione, attenzione al momento presente e azioni orientate ai propri valori, con l’obiettivo di sviluppare flessibilità psicologica: la capacità di rispondere alle situazioni tenendo conto di ciò che per noi conta.
Nel concreto, il lavoro può comprendere esercizi per osservare pensieri ed emozioni con maggiore consapevolezza, chiarire i propri valori e individuare piccoli passi coerenti con essi.
Appuntamenti, costi e luoghi: le informazioni per organizzare il tuo primo incontro.
Il compenso e le modalità di pagamento vengono comunicati prima di iniziare. Puoi chiedermi il costo del servizio che ti interessa, così da avere informazioni chiare prima di confermare un appuntamento.
Le prestazioni psicologiche con finalità sanitaria possono rientrare tra le spese sanitarie detraibili, alle condizioni previste dalla normativa. Conserva la fattura e la prova del pagamento tracciabile.
Per verificare la detrazione nel tuo caso e la documentazione necessaria, puoi rivolgerti al CAF o al tuo consulente fiscale.
Puoi chiedermi informazioni sulla disponibilità dei colloqui a distanza. Valutiamo insieme se questa modalità è adatta alla tua situazione e concordiamo gli aspetti pratici prima dell’incontro.
Per una videochiamata è importante avere uno spazio riservato, una connessione stabile e la possibilità di parlare senza interruzioni.
Lo studio si trova in Via Rodolfo Morandi 20, 20097 San Donato Milanese (MI), Italia. Ricevo su appuntamento.
Nella pagina Contatti trovi la mappa e il pulsante per creare il percorso. Se hai esigenze di accessibilità o vuoi informazioni su come raggiungermi, puoi chiedermi i dettagli prima di venire.
Le prenotazioni sono gestite esclusivamente su MioDottore. Per spostare o annullare un appuntamento, segui le indicazioni riportate nella conferma e utilizza le opzioni disponibili sulla piattaforma. Verifica il preavviso richiesto e le eventuali condizioni economiche comunicate al momento della prenotazione.
Per informazioni o assistenza, anche in caso di difficoltà con la piattaforma, puoi contattare lo studio attraverso i recapiti indicati. Il sito non gestisce direttamente prenotazioni, modifiche o cancellazioni.
Uno spazio di fiducia comincia anche dal sapere come sono tutelate le tue informazioni.
La professione di psicologo è vincolata al segreto professionale. Questo tutela le informazioni condivise e, in generale, anche il fatto che sia in corso un rapporto professionale.
La riservatezza ha limiti ed eccezioni previsti dalla legge e dal Codice deontologico, per esempio in presenza di obblighi di referto o denuncia e nelle situazioni di grave pericolo. Questi aspetti vengono chiariti all’inizio, insieme al consenso informato.
I pulsanti di contatto aprono il telefono, il programma email o servizi esterni come WhatsApp e MioDottore. Questi servizi applicano le proprie informative: per il primo contatto condividi solo le informazioni essenziali, evitando dettagli clinici o documenti sanitari.
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